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 VERBALE DELL’ASSEMBLEA DEI SOCI STRAORDINARIA DEL 24/10/2014

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jam!

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MessaggioTitolo: VERBALE DELL’ASSEMBLEA DEI SOCI STRAORDINARIA DEL 24/10/2014   Lun 27 Ott 2014, 18:39

VERBALE DELL’ASSEMBLEA DEI SOCI STRAORDINARIA DEL 24/10/2014
L’assemblea si riunisce nella sede dell’associazione UParte, in via Stazione 155, alle ore 21.00 del 24 ottobre 2014. Alla riunione sono presenti:
- Riccardo Brun, presidente;
- Giada Merri, tesoriere;
- Daniele Crosariol, vicepresidente;
- Fausto Cancian, consigliere;
- Luca Pessa, consigliere;
- Vittorio Sarcetta, consigliere;
- Matteo Crosariol, consigliere;
- William Trevisan, Christian Moro, Dario Battistin, Micheal Franzon, Lorenzo Monni, soci.
L’assemblea viene riunita in seconda convocazione, dunque, non essendoci bisogno di alcun quorum per deliberare validamente ai sensi dell’art. 21 libro I del codice civile, l’assemblea stessa si intende legittimamente costituita e può funzionare.
L’ordine del giorno è il seguente:
1) Discussione sui punti proposti dal comune per il rinnovo della convenzione
2) Decisione sulla destinazione d'uso del fondo soci
3) Valutazione di una variazione sul costo delle tessere a luglio
4) Valutazione modifiche al tariffario della sala prove
Il comune, nella figura degli assessori Rita Fanton e Alberto Segatto, chiede all’associazione queste tre cose per confermare la convenzione (che attualmente è già scaduta) che ci permette di rimanere qui:
1. Avere, almeno 3 volte l’anno, un servizio di service e l’impianto gratis;
2. Avere qualcuno di noi a disposizione per 10 volte l’anno per aprire e chiudere il teatro di San Stino;
3. Utilizzare gratuitamente una stanza della nostra sede a loro uso e beneficio quando noi non la utilizziamo, con l’obiettivo di farla utilizzare ad altre associazioni di San Stino. Quindi si tratterebbe di dare le chiavi del posto ad altre persone.
La vecchia amministrazione aveva fatto il ragionamento che ci avrebbe dato una nuova sede perché ce ne aveva data al tempo una più piccola e abbiamo fatto molto più di quanto ci era stato richiesto. La nuova amministrazione invece sembra chiederci degli ulteriori carichi di lavoro al fine di confermarci la nuova sede.
Se noi diciamo di no, il comune può anche dirci che dobbiamo uscire da questa sede. Allo stesso tempo noi dobbiamo venire qui perché ci fa piacere venirci, non deve diventare un peso il nostro servizio all’associazione. Il presidente dice che lui personalmente non ha tempo di fare queste cose richieste dal comune. Se qualcun altro ha tempo di farle ce lo dica. Ma se nessuno di noi è disponibile a farlo, il senso della riunione di stasera è quello di trovare delle altre possibili soluzioni da sottoporre all’attenzione del comune.
Si fa un sondaggio fra i presenti su chi sarebbe disposto a fare 3 service all’anno e aprire il teatro 10 volte l’anno: nessuno è disposto a prendersi questo onere.
Lorenzo chiede se, nel momento in cui ci hanno promesso questo posto, si sapeva già che ci avrebbero fatto queste richieste. No, a livello di amministrazione, questo posto non ci è stato “promesso” dietro il corrispettivo di un volontariato ulteriore a beneficio del comune.
L’unico punto che non richiede il lavoro di alcun socio sarebbe il terzo, ma non accettiamo l’idea che a qualche altra associazione vengano date le chiavi della sede senza che vi sia sorveglianza o una garanzia.
Abbiamo stilato una lista con quello che abbiamo fatto IN PIU’ rispetto a ciò che ci richiedeva la convenzione passata (allegata), che sottoporremo all’attenzione degli assessori.
La nostra vicinanza al centro potrebbe determinare un aumento della frequentazione del posto, rispetto alla zona industriale, ma questo avviene negli anni, non sin da subito. Quindi non è che possiamo avere già tanti soci che sono disposti a fare questi servizi al comune. Forse col tempo arriveranno, ma al momento non ci sono disponibilità.
Ad oggi potremmo assecondare parzialmente le richieste del comune.
1) Ad esempio, così come non facciamo più service al pubblico (perché non abbiamo tempo), non lo faremo neanche al comune, ma possiamo comunque prestare loro l’impianto 3 volte l’anno a titolo gratuito (però lo dovrebbero mettere in funzione loro).
2) Sul fatto dell’aprire il teatro non abbiamo proposte: non abbiamo la disponibilità per farlo.
3) Sull’uso della stanza polivalente, non siamo d’accordo perché con le chiavi della porta d’ingresso, chi entra avrebbe libero accesso a tutta la sede, dove abbiamo anche strumentazione e cose di valore; inoltre non sappiamo se queste persone rispetterebbero le nostre regole e poi si creerebbe il problema dei consumi. La nostra controproposta è che la nostra sede è aperta a chiunque, previo tesseramento, negli orari di apertura. Quindi chiunque e qualunque associazione può venire qui e richiedere l’uso delle stanze negli orari in cui è presente un gestore, magari attraverso un servizio di prenotazione online. Rimane comunque il problema dei consumi di elettricità e riscaldamento e faremo presente questa problematica.
Qual è il nostro potere contrattuale in questa trattativa? C’è un vasto bacino d’utenza sanstinese che utilizza i servizi di uparte, basti pensare ai genitori dei numerosi allievi di musica. Quindi questo ci garantisce un certo potere contrattale tale per cui crediamo di poter richiedere una mediazione, nei termini che abbiamo esposto.
Il valore aggiunto della nuova sede è per i corsi di musica, più che per gli utilizzatori delle sale prove. Questo per dire che questo discorso, che potrebbe voler significare la fine dell’associazione (almeno in questa sede), tocca da vicino i corsi di musica e i maestri di musica, perché questo è l’ambito di lavoro dell’associazione che ha più giovato dal cambio di sede.
È importante che quindi qui stasera con noi a decidere ci siano 3 principali maestri di musica dell’associazione, visto che sarebbero loro quelli più colpiti da una decisione negativa del comune.
Punto due: come i soci vogliono utilizzare il fondo soci a loro riservati, cioè 300 euro? Luca propone un tavolo da ping pong. Riccardo propone giochi da tavolo. Daniele propone un nuovo pc. Matteo e Giada dicono i tenerli da conto. Ricordiamo che l’associazione ha stanziato 300 euro per le spese straordinarie relative alle attività associative, quindi possono essere aggiunte ai 300 dei soci. Altre proposte riguardano tappeti, cuscini, sedia per il gestore, il calcio balilla. Le proposte vengono messe al voto: alla prima posizione il calcio balilla (6 voti), alla seconda posizione il pc (5 voti), alla terza posizione il tavolo da ping pong (voti 4). Si fa il doppio turno per decidere fra computer e calcetto e vince il calcetto (voti: Daniele, Giada, Dario, Christian, Vittorio e Lorenzo).
Punto 3: Fausto propone di abbassare il prezzo delle tessere da 2 euro a 1 euro anche per il mese di luglio (oltre ad agosto). Considerando che nel luglio 2014 abbiamo fatto 24 tessere, si può stimare una perdita compresa fra i 25 e 30 euro. La maggioranza dei presenti, a parte Riccardo, acconsente.
Punto 4: il presidente dice di non aver avuto il tempo materiale di elaborare un diverso tariffario della sala prove, teso a fare sì che non si creino buchi di un’ora non utilizzabili. In quest’ottica si potrebbe fare un incontro con i gruppi.
Fatto, letto, chiuso e sottoscritto in San Stino di Livenza il 24 ottobre 2014 alle ore 23.00.

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